Serie D 2001/2002

 
(pagina a cura di Brunomaria Cosenza)

        Giocare un torneo seniores sotto l'egida della Federazione Italiana Pallacanestro con sole sei squadre ai nastri di partenza è un qualcosa che fa tristezza e allo stesso tempo fa del male ad un movimento che stenta a trovare nuove ancore di salvezza. Vorrei personalmente tributare un plauso a tutti i tesserati che hanno messo sul campo entusiasmo e voglia di giocare a pallacanestro nella speranza che questo sia l'ultimo anno di isolamento cestistico per la nostra regione per quel che riguarda la serie D.


        1) Kcomunicazione Termoli: la Serie C2 è il giusto premio per una piazza importante che ha saputo ricostruire con grande entusiasmo, forte di una programmazione seria e svolta con criterio ma soprattutto frutto del lavoro svolto in palestra. Grande merito va attribuito in primis a Pino Di Lembo che ha abbandonato i panni del giocatore per tuffarsi nelle vesti dell'allenatore a tempo pieno e di Salvatore Coppola per la linea intrapresa tempo fa. Schiacciasassi della regular season (Clippers mattutini a parte), con qualche affanno nella semifinale con la NewService (che ogni tanto una partita "l'azzecca") ha chiuso i conti sul 2-0 in finale espugnando un terreno di gioco insidioso come la gelida tensostruttura di Bojano nonostante un tentativo di suicidio ai tiri liberi (30/65... brrrrrr). Chiave del successo la capacità di fare gruppo amalgamando elementi di spessore, giocatori di media età e dal livello medio (basso), e giovani promettenti (Barone in primis) che hanno avuto spazi importanti anche nella post season. La scelta dell'mvp della stagione cade su uno degli elementi della formazione vincente e dubbi ce ne sono pochi: Manuelo Volpe, capelli bianchi ma classe '75, costituisce la vera novità del torneo. Le prime squadre che hanno affrontato la Kcomunicazione hanno badato principalmente a tentare di chiudere le vie del canestro a Pellegrino e De Cinque, ma dopo qualche tripla del numero quattordici gli adeguamenti difensivi hanno mutato connotati. Avrebbe i piedi per difendere contro chiunque in questa categoria ma Volpe resta fondamentalmente un attaccante: l'ottimo tiro piazzato con i piedi per terra dall'angolo è l'opzione offensiva preferita per un giocatore apparentemente silenzioso ma capace al contrario di far quadrare molto spesso i conti. Fin troppo bene.

        2) Basket Bojano: il minimo risultato con il massimo sforzo. Nonostante questa premessa una stagione sicuramente molto significativa (che non si traduce necessariamente in termini positivi) per la squadra regina del mercato estivo e con il tasso più basso di giocatori indigeni nel quintetto base. La scelta di certo più logica di tentare di affiancare ai migliori elementi locali giocatori di categoria si è rivelata presto infruttuosa e il quintetto base che troppo spesso ha parlato "straniero" ha nascosto una spaccatura di fondo tra le due inconsapevoli "frange". Il secondo posto conclusivo potrebbe essere considerato un risultato positivo, ma con un torneo composto da sei sole squadre assume le sembianze di un mezzo fallimento per chiunque abbia tentato di vincerlo. Le capacità dirigenziali di Gianluca Colalillo non sono bastate e sono andate a cozzare contro difficoltà logistiche (terreno di gioco poco adatto e meno ancora disponibile per gli allenamenti) molto più consistenti di quello che era lecito attendersi. Dopo un'alterna regular season i ragazzi di Bernardo si sono presentati in finale consapevoli dei propri mezzi ma sono usciti decisamente ridimensionati sia dal risultato del campo che dalla presenza di Bernardo che a 40 (e oltre) anni, complice un infortunio occorso a Lombardi ha rischiato di essere decisivo con undici punti nel quarto periodo ed una serie di assistenze per Di Rosso condizionato (nel corso dell'intero campionato) dalla bramosia di cuoio di Lombardi e Chiacchiari. Quest'ultimo ha giocato una stagione positiva dal punto di vista delle cifre, meno dei risultati. Tre finali sfumate ed una retrocessione nelle ultime quattro stagioni per l'ala isernina.... il curriculum da nascondere per eccellenza.

        3) Edilstrade Isernia: teoricamente sulle spalle dei giocatori avrebbe potuto gravare la pesante responsabilità di tirare fuori dagli inferi della serie D una squadra dal passato illustre, ed invece a dimostrazione che la pallacanestro ha ceduto irrimediabilmente il posto al volley, gli atleti de Il Globo non solo hanno fatto fatica a portarsi carico di questa incombenza ma si sono dimostrati poco inclini a recepire nella giusta maniera un discorso cestistico di un certo tipo. Considerata dal sottoscritto la vera antagonista della Kcomunicazione (seconda con giallo nella stagione regolare contro il Bojano) la squadra di Biello è sprofondata nei playoff, vittima di infortuni e di gravi assenze come quella di Ianniello il cui apporto nella stagione regolare sembrava averle donato il giusto equilibrio. Una squadra che sovente ha espresso una pallacanestro di un certo livello culminata con la vittoria oceanica (69 punti di margine) ai danni della NewService e con la sconfitta (con polemiche) a Bojano di un punto, all'overtime ma soprattutto decretata dall'arbitro... a tempo scaduto dopo aver corretto un evidente errore del tavolo! Il futuro (radioso) di questa piazza dipenderà molto da una programmazione indirizzata fortemente al lancio dei giovani locali che stentano a venire fuori ad un certo livello e dal potenziale recupero di quegli atleti e tecnici che quest'anno hanno tentato (senza riuscirci) di fare le fortune altrui.

        4) NewService Venafro: partita con ambizioni di grande spessore si è trovata prima trionfalmente in testa alla classifica e poi letteralmente in mutande al termine della stagione regolare. Poco lusinghiero (per usare un eufemismo) il bilancio di una vittoria ed otto sconfitte contro le prime tre della classe per una formazione che ha mostrato enormi limiti nella chimica di squadra, ma (vale lo stesso discorso fatto in precedenza per l'EdilStrade) soprattutto la totale incapacità di recepire un discorso cestistico di un certo tipo. Una manifestazione evidente del fallimento della programmazione del sottoscritto che ha pagato caro lo scotto dell'esordio come allenatore - giocatore, "vittima" anche della formula di un torneo che di stimoli ne da davvero pochi. Se si aggiunge il fatto che tra gli obiettivi della società in caso di vittoria non figura la disputa del torneo di C2 ma la cessione del titolo come forma di autofinanziamento, i conti tornano abbastanza in fretta. Durante la stagione le avversarie si sono trovate di fronte una squadra priva di identità ma soprattutto come ha scritto un atleta sul guestbook del sito ufficiale (oltre settemila contatti in meno di sei mesi, un risultato davvero lusinghiero) una formazione che "aveva i mezzi per fare cose buone ma che pensava di vincere le partite per il solo fatto di averli". Discorso diverso nei playoff dove i venafrani hanno fatto un bagno di umiltà ricavandone un giorno di gloria in gara due contro la Kcomunicazione e disputando la gara più bella dell'anno... poco, troppo poco, rispetto ai programmi formulati all'inizio di una stagione che ha però visto la nascita della formazione juniores (che sul campo ha ottenuto zero vittorie ma ha forse vinto la gara più importante raggiungendo il primato per la media di iscrizione a referto per ogni singola gara) destinata a divenire struttura portante di una società dal futuro sempre traballante.

        5) Aptiva "Clippers" Campobasso: non c'è nessun motivo ormai per arrabbiarsi se qualcuno affibbia all'Aptiva il simpatico appellativo L.A. Clippers molisani. Se non altro perché anche i cuginetti a stelle e strisce hanno iniziato a dire la loro nei quartieri alti della Western Conference. Al pari di Miles & co. i campobassani sono riusciti nell'obiettivo di evitare l'ultima piazza del campionato togliendosi tra l'altro la soddisfazione di risultare l'unica squadra del torneo ad aver battuto nell'arco della stagione le prime due della classe: la Kcomunicazione nella penultima giornata e il Bojano nella prima quando nella tensostruttura matesina il termometro era fissato ben al di sotto dello zero. Per il resto una stagione con molti bassi ma caratterizzata dall'impressione che basterebbe qualche ritocco ed una mentalità lievemente più improntata sulla "professionalità" per dare un'inversione di rotta per quel che riguarda il responso del campo, da sempre avverso ai colori rossoblù. Meritevole di citazione sicuramente Emiliano Pilla, giocatore d'area dai buoni fondamentali di base, magari poco incline a scheggiare i propri gomiti con quelli altrui, ma mano morbida e buona propensione a rimbalzo ne fanno un giocatore da potenziale mercato estivo per la categorìa.

        6) Ferentinum Campobasso: stagione così così per la formazione "B" del Ferentinum Club, partita come potenziale laboratorio per lo sviluppo de giovani del vivaio e tramutatosi dopo qualche sconfitta di troppo in sorta di compromesso "storico" con Ladomorzi e Umberto Anzini a giocare tanti minuti. Quest'ultimo è risultato spesso protagonista ed in alcuni frangenti (vedi derby con l'Aptiva) addirittura decisivo con altissime percentuali di realizzazione. Con tutto il dovuto rispetto per le doti del coach della prima squadra campobassana, si tratta di un segnale d'allarme per la qualità della nostra pallacanestro. Ciò non è comunque bastato per evitare un ultimo posto tutto sommato meritato per quello che il campo ha espresso. Al contrario, per quel che riguarda le buone notizie, qualche giovane da lanciare a questi livelli c'è sicuramente (Centritto, Roma, Cerullo) ma il dubbio se saranno in grado di ritagliarsi una particina anche di secondo piano al piano superiore rimane consistente. La stagione prossima darà sicuramente qualche indicazione in più ad una società che anche a livello di prima squadra ha il merito di sfruttare ancora oggi il lavoro svolto anni fa con il settore giovanile e che sembra aver adottato nuovamente questa linea.

 

 

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