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Il sito è inoltre realizzato per puro spirito di divulgazione, non ha alcuno scopo di lucro e non ha al suo interno banner pubblicitari. Io e i miei collaboratori siamo semplici appassionati e non riceviamo alcun compenso dalla pubblicazione in queste pagine dei commenti sulle partite né da Aruba, né dalla Federazione Italiana Pallacanestro, né da alcuna società cestistica. Di ogni commento che non sia frutto della visione diretta della partita da parte mia o dei miei collaboratori è citata la fonte alla fine dello stesso. I commenti non firmati sono da intendersi come scritti da me.

 

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Notizia del: 17/5/2012



Alessandro Di Pasquale, dalla Mens Sana alla Guinea Equatoriale

 

Ha raggiunto Malabo, capitale della Guinea Equatoriale, lunedì sul tardi (passate le 23) con un volo partito da Roma che aveva fatto scalo a Madrid. E già martedì mattina era sul parquet a dirigere il primo allenamento del suo nuovo club: lo Juventus Basket Malabo, formazione in testa al campionato del proprio paese ed ora determinata a conquistare il titolo per poi prender parte alla Coppa Campioni africana in programma ad ottobre.

Per Alessandro Di Pasquale, responsabile tecnico territoriale della Federbasket molisana, un nuovo capitolo importante nella propria vicenda di tecnico. Già, tra l’altro, entusiasta della nuova realtà. “Un’avventura – afferma dalla Guinea – nata per caso, quasi per scherzo. E poi tutto alla fine si è concretizzato. Mi avevano già contattato lo scorso inverno, poi le avances sono state più insistenti ed ho accettato con questa prospettiva della Coppa Campioni che, senza dubbio, rappresenta un’idea stuzzicante, anche se da valutare appieno”.

Per il coach sannita, tra l’altro, anche un’occasione di arricchimento linguistico. Dall’inglese, conosciuto appieno in Irlanda, allo spagnolo ora della Guinea Equatoriale. “Questo dettaglio – prosegue Di Pasquale – non credo abbia eguali, soprattutto relativamente alla crescita e al miglioramento personale aspetti che, assieme ai rapporti interpersonali, sono un qualcosa cui tengo davvero tanto”.

E, infatti, proprio su questo fronte, è stato il rapporto con lo spagnolo Huertas – suo atleta con il Maccabi Ripalimosani – a portare al via di quest’avventura. Il regista, giocatore del team di Malabo di cui, nelle scorse settimane, è stato anche tecnico, ha fatto il nome dello stesso Di Pasquale quale allenatore. “Questo per me è stato un segnale di stima non indifferente. Lui, un giocatore che è stato in giro per mezzo Europa, già prima mi aveva chiesto aiuto per delle situazioni tecnico-tattiche e poi ha speso il mio nome presso i suoi dirigenti. Sono segnali davvero forti”.

L’approdo al Malabo, tra l’altro, è uno spartiacque profondo nella carriera quinquennale di Di Pasquale in Molise, iniziata giocando a Venafro, poi allenado a Ripalimosani e quindi disimpegnandosi, prima quale assistente, e poi come capo allenatore (sino alle dimissioni) con la Mens Sana Campobasso in Divisione nazionale B. “Sono stati cinque anni fantastici, intrisi di soddisfazioni e qualche amarezza con rapporti rimasti saldi, qualcuno un po’ logorato, ma al di là delle vicende umane e senza voler cercare colpe o colpevoli, sono situazioni che fanno parte della vita”.

Così, quando al centro dell’attenzione finisce l’ultima stagione, Di Pasquale porta a galla tutte le sue emozioni. “Resta un po’ di rammarico per il finale che non è stato bello, ma se si danno le dimissioni, qualcosa non va. Si è trattato di una scelta dolorosa, tanto più per il rapporto splendido creatosi col gruppo della prima squadra e con gli under 19. Mi è dispiaciuto non portare a termine il percorso. Non ci fossero state le dimissioni, ora staremmo parlando della fase play out. Questo, però, non deve oscurare l’ottimo lavoro fatto in precedenza, la collaborazione con Umberto Anzini e Giacomo Leonetti, i risultati dell’under 17 che hanno rappresentato momenti importanti nella mia carriera”.

Al pari dei riconoscimenti giunti a livello federale. “Sapere che il mio nome è speso in maniera positiva e che per la stima che c’è nei miei confronti ho anche l’opportunità di poter lavorare, in determinate situazioni, accanto ad un tecnico del calibro di Andrea Capobianco, vuol dire che qualcosa di positivo lo sto portando avanti”.

Magari anche per la crescita stessa del lavoro sul fronte del settore giovanile. “Ci sono ancora altri passi da portare avanti nel percorso di crescita. Sono stati fatti dei passi avanti non indifferenti, come testimoniato anche dagli spareggi per l’accesso al Trofeo delle Regioni fatti con la rappresentativa oppure l’English Experience. Da qui occorre partire con ancora più forza in prospettiva, considerando il grosso lavoro che si sta facendo in queste stagioni sin dalla base. Sarà opportuno, ritengo, portare avanti un discorso di programmazione costruendo uno staff che porti avanti un lavoro con degli obiettivi da raggiungere”.

Ed è forse da qui che può passare la terza via del basket territoriale. “In particolare – aggiunge – c’è grande curiosità su quello che potranno fare i ragazzi delle annate ’99 e 2000, classi da cui è partito un lavoro ancor più serrato. Che, come detto in tante riunioni tecniche, deve portare, necessariamente, ad un innalzamento della qualità e della quantità delle sedute”.

Parole dette col cuore per chi sente il Molise – e in particolare Ripalimosani – come una ‘seconda casa’ e in alcuni momenti anche una prima. “A livello umano – chiosa Di Pasquale – spero e credo di aver costruito dei rapporti veri non circoscritti alla sola pallacanestro, ma anche al di fuori. Quello che mi ha fatto più piacere è che le società antagoniste dei club con cui sono stato sia da giocatore che da allenatore c’è sempre stato grande rispetto e stima”.

Motivo, tra l’altro, di sinceri ringraziamenti. “A tutti quelli che fanno parte della federazione, alle società, agli arbitri con cui sono cresciuto nella crescita del rapporto di gestione delle sensazioni in una contesa e anche ai giornalisti che mi hanno sempre trattato con gentilezza e che mi hanno fatto sentire quasi un tecnico di serie A nella mia esperienza da capo allenatore in Dnb, anche se sono all’inizio di un percorso”.

In cui i rapporti umani e la voglia di lavorare in palestra rappresentano due capisaldi non indifferenti. Anche a Malabo. Dove Alessandro – Alejandro nell’idioma locale – cercherà di esportare con forza il sistema del ‘basket integrato’. Contando magari in un pizzico di buona fortuna (o come direbbero gli spagnoli ‘mucha suerte’). Che, tra l’altro, non guasta mai.

Vincenzo Ciccone - da Primo Piano Molise