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Il sito è inoltre realizzato per puro spirito di divulgazione, non ha alcuno scopo di lucro e non ha al suo interno banner pubblicitari. Io e i miei collaboratori siamo semplici appassionati e non riceviamo alcun compenso dalla pubblicazione in queste pagine dei commenti sulle partite né da Aruba, né dalla Federazione Italiana Pallacanestro, né da alcuna società cestistica. Di ogni commento che non sia frutto della visione diretta della partita da parte mia o dei miei collaboratori è citata la fonte alla fine dello stesso. I commenti non firmati sono da intendersi come scritti da me.

 

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Notizia del: 24/7/2010



B dilettanti - La formula del campionato 2010/2011

 

Esaminiamo la formula del campionato di B dilettanti, analogamente a quanto abbiamo già fatto qualche tempo fa con la C dilettanti e la B d'eccellenza femminile.

Innanzitutto, però, dobbiamo correggere un errore commesso proprio in quella occasione, quando dicemmo che a partire dal 2011/2012 la C dilettanti non sarebbe stata più il quinto campionato in ordine di importanza ma il sesto. Niente di più falso: il cosiddetto "campionato di sviluppo", infatti, non andrà ad inserirsi fra LegA2 e A dilettanti, ma sostituirà la stessa A dilettanti, lasciando dunque invariata "la classifica di importanza" dei vari campionati. Ci scusiamo per la svista, peraltro - leggendo in giro nella rete - non commessa da noi soltanto e frutto di un'errata dicitura dell'ufficio stampa della Fip, che nel suo comunicato dello scorso 5 giugno indicava il campionato di sviluppo come "nuovo campionato dilettantistico". Le DOA 2010/2011, invece, parlano - per l'anno successivo - ancora di tre (e non quattro) campionati dilettanti, fra le altre cose non designandoli più come A, B e C dilettanti ma semplicemente come primo, secondo e terzo campionato dilettanti, segno dell'ennesimo probabile futuro cambiamento di denominazione.

Ma torniamo al presente e alla B dilettanti. Come sappiamo, ci sono quattro gironi da sedici squadre le quali, al termine della regular season, saranno così suddivise: le prime otto parteciperanno ai playoff, le classificate dal nono al dodicesimo posto faranno i playout e le ultime quattro (!!!!!) retrocederanno direttamente, tre nel caso del girone D, che a giorni sarà ridotto a 15 squadre. Le vincenti i playoff di ogni girone, con sfide al meglio dei tre incontri sia nei quarti che nelle semifinali che nella finale, saranno promosse al primo campionato dilettanti.

Più complicata la formula dei playout, con la costituzione di quattro tabelloni comprendenti accoppiamenti incrociati fra squadre provenienti da gironi "contigui". Spieghiamoci meglio, prendendo in considerazione i gironi C e D: la nona e la decima del girone D affronteranno rispettivamente la dodicesima e l'undicesima del giorne C e viceversa, formando i primi due tabelloni; analoghi saranno gli accoppiamenti fra i quintetti dei gironi A e B, che formeranno gli altri due tabelloni. Le perdenti si affronteranno al secondo turno e le quattro perdenti il secondo turno retrocederanno nel terzo campionato dilettanti. Il tutto con sfide da due su tre sia nel primo che nel secondo turno. Nel caso peggiore, dunque, da un girone scenderanno in sei.

Cosa a nostro parere totalmente assurda: sei retrocesse su sedici significa che da un girone potrà scendere di categoria il 37,5% delle squadre, un'enormità senza precedenti. Enormità dovuta alla riduzione delle squadre nel primo campionato dilettanti dalle attuali 32 a 24. Con il risultato, in un momento di crisi come quello attuale, di "stroncare" molte società, per le quali l'unica garanzia di evitare la retrocessione al termine della regular season sarà in A dilettanti quella di classificarsi fra le prime sei (!!!!) e in B dilettanti quella di partecipare ai playoff; il che significa spendere di più per costruire squadre competitive.

Che dire, poi, della "miriade" di under (cinque per squadra) obbligatori nel campionato di sviluppo? Solo che la conseguenza immediata di questa regola, oltre ad abbassare drasticamente il livello del primo campionato dilettanti, sarà quella di costringere coloro che non sono under e non troveranno più spazio in quel campionato né in quello superiore a scendere di categoria, con il naturale effetto di far lievitare gli ingaggi negli altri due tornei dilettantistici.

Infine - the last but not the least - a cosa è servito aumentare il numero delle squadre della A dilettanti portandolo a 16 per girone se poi dopo una sola stagione (!) si fa dietrofront riducendo più di prima? Bella mossa, non c'è che dire...