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web design e contenuti a cura di Vittorio Salvatorelli |
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Notizia del: 24/7/2010 Alcune considerazioni sulla programmazione delle società di pallacanestro
Tempo di programmazione per le società di pallacanestro molisane (e non solo) e come un tormentone estivo torna di moda il solito buon proposito: far crescere il settore giovanile. A fronte di tale affermazione però non ho mai sentito dire, da parte delle varie società, come raggiungere tale obiettivo. Far crescere il settore giovanile richiede una programmazione seria (fatta non solo di obiettivi) che a differenza della prima squadra (e anche qui ci sarebbe da discutere) non dura un anno (promozione/play-off/salvezza tranquilla/salvezza ai play-out) bensì deve essere fatta su un orizzonte temporale ben più ampio. Stabilito questo punto, in funzione ovviamente degli obiettivi, andrebbero definiti dei traguardi “misurabili”, per avere cioè la possibilità di capire in che direzione si sta andando e mettere in atto le dovute azioni correttive. Non parlo soltanto dei così detti momenti di verifica (cioè le partite), dove ogni allenatore può verificare il lavoro svolto in settimana. Alla base di tutto, comunque, dovrebbe esserci la motivazione per la quale si decide di “investire” sul settore giovanile: fare “cassa”, fare “servizio sociale”, risparmiare nella costruzione della prima squadra, costruire dei giocatori a propria immagine. Tali considerazioni partono dalla constatazione del basso livello tecnico dei giovani cestisti molisani. E la cosa che più mi colpisce è che se si guarda alle squadre senior si vede tutta un’altra situazione: due in serie B dilettanti, due in serie C dilettanti. E allora mi chiedo perché questa differenza? Giancarlo Mercolino | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||